Il 70% delle startup italiane ha creato posti di lavoro nel 2020

Secondo una ricerca di Egon Zehnder e Vc Hub, le giovani società hanno continuato ad assumere nonostante la pandemia. E quattro su cinque contano di rafforzare l'organico anche quest'anno con esperti digitali


di Francesco Bertolino


Le startup italiane continuano ad assumere nonostante la pandemia. Secondo una ricerca condotta da Egon Zehnder e Vc Hub Italia, nel 2020 il 70% delle startup e delle imprese innovative ha aumentato il proprio organico. In un caso su cinque il personale è addirittura raddoppiato rispetto al 2019, segno che molte startup hanno superato la crisi panedemica brillantemente e anzi vi hanno trovato opportunità di crescita. L'80% delle startup italiane prevede poi di assumere nuovi dipendenti anche nel 2021 e sono alla difficile ricerca esperti digitali nell'ambito di Software Engineering, Back End Technology, Data Management & Advanced Analytics e Product Management.

“La ricerca mostra con chiarezza come anche in questo periodo di pandemia le startup abbiamo continuato a crescere e assumere, generando occupazione come spesso nemmeno le aziende tradizionali riescono ormai più a fare e mostrando una grande capacità di resilienza", spiega Francesco Cerruti, direttore generale di VC Hub Italia. Le startup creano occupazione di qualità, offrono importanti opportunità di sviluppo professionale e coinvolgono le proprie risorse nella crescita dell’azienda. Proprio per questo, prosegue Cerruti, è importante continuare a sostenerle perché rappresentano il futuro sia per la nostra economia che per i giovani, che anche in Italia possono trovare opportunità che troppo spesso sono costretti a cercare all’estero”.

Circa il 73% delle aziende coinvolte nella ricerca ha un organico di meno di 20 dipendenti, il 23% tra 20 e 70 e il 4 % è composto da aziende con più di 70 dipendenti. Il 63% delle risorse, in media, ha meno di 35 anni, e il 90% è al di sotto dei 40. In media, circa il 25% dei dipendenti detiene azioni o stock options della società in cui lavora. I talenti femminili all’interno delle aziende analizzate risultano in linea con i dati di occupazione femminile in posizioni apicali in Italia: un manager su cinque all’interno del management team è donna.

“Il tasso di crescita degli organici e la partecipazione diffusa ai piani di stock options sono fra gli elementi più differenzianti dell’ecosistema startup, volano non solo di crescita economica ma anche di realizzazione professionale per giovani con competenze manageriali e tecniche specifiche”, commentano Fabrizio D’Eredità e Andrea Splendiani, consulenti di Egon Zehnder. "L’esperienza in una start up aggiunge estremo valore al proprio background professionale. Imprenditorialità e adattabilità vengono duramente messe alla prova, e competenze manageriali come orientamento ai risultati, capacità di collaborare e di costruire e guidare team complessi vengono fortemente stimolate”.

Le startup rappresentano insomma un serbatoio importante e sempre piu capiente, specialmente per giovani e neolaureati italiani. Il 70% delle aziende sondate ha tutti i dipendenti basati nel Paese, dove peraltro la maggior parte genera tutto il proprio fatturato. Ci sono però segnali di una spinta all’internazionalizzazione: circa il 20% delle startup sviluppa infatti più del 50% del proprio fatturato in mercati esteri. Per accelerare e competere sui mercati europei le startup avrebbero bisogno di un maggior apporto finanziario dai fondi di venture capital e/o del sostegno di partner industriali. Sotto entrambi gli aspetti, nonostante i recenti progressi, l'Italia è ancora molto indietro rispetto ad altri Paesi europei e non a casa non è stata ancora in grado di produrre un unicorno, ossia una startup con una valutazione superiore al miliardo di dollari.


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